Muffa nell'armadio: da dove viene e come salvare i vestiti

D'inverno la muffa nell'armadio arriva di solito da una di due strade: l'umidità della casa si condensa sul muro freddo dietro l'armadio, oppure i vestiti ci entrano non del tutto asciutti. Svuotalo, guarda dove sono le macchie, puliscilo e lascialo asciugare con le ante aperte; dopo una spazzolata all'aperto i capi lavabili vanno in lavatrice, lana e cappotti in tintoria. Poi cambia quello che l'ha fatta crescere: l'armadio staccato dal muro, meno capi dentro, l'umidità della stanza sotto controllo.
La regola del muro freddo: la muffa cresce dove l'aria tocca la parete più fredda
L'aria di casa porta vapore: lo producono il respiro, la cucina, la doccia, il bucato steso. Quando quell'aria tocca una superficie abbastanza fredda, il vapore torna acqua. È la condensa, la stessa che appanna i vetri la mattina.
Un armadio appoggiato a un muro che dà sull'esterno crea proprio quella superficie. Il mobile fa da coperta: il calore della stanza non arriva alla parete, e nello spazio tra il fondo e il muro l'aria resta ferma e fredda. Con un armadio a muro è peggio, perché la parete esterna è il fondo dell'armadio stesso e i vestiti ci stanno appoggiati contro. Il resto lo fa l'armadio: secondo l'Istituto Superiore di Sanità muffe e batteri proliferano dove l'umidità è elevata, e l'interno di un armadio è chiuso, buio e pieno di tessuto.
In Italia c'è un motivo in più per cui succede tra dicembre e febbraio: il riscaldamento spesso non resta acceso tutto il giorno. Il DPR 74/2013 fissa per ogni zona climatica il periodo e le ore massime di accensione, sempre tra le 5 e le 23 tranne che in zona F, e in casa un massimo di 20 gradi con 2 di tolleranza.
| Zona climatica | Periodo di accensione | Ore al giorno, al massimo |
|---|---|---|
| A | dal 1° dicembre al 15 marzo | 6 |
| B | dal 1° dicembre al 31 marzo | 8 |
| C | dal 15 novembre al 31 marzo | 10 |
| D | dal 1° novembre al 15 aprile | 12 |
| E | dal 15 ottobre al 15 aprile | 14 |
| F | nessun limite | nessun limite |
Fuori dal periodo il riscaldamento si può accendere solo se il clima lo giustifica, e per non più della metà delle ore. Il sindaco può allungare o accorciare periodi e ore con un'ordinanza (articolo 5 dello stesso decreto), quindi per l'inverno in corso guarda il sito del tuo comune. Le ore massime però non valgono per tutti: l'articolo 4, comma 6, le toglie tra l'altro all'impianto autonomo con cronotermostato programmabile e al centralizzato con contabilizzazione del calore e termoregolazione in ogni appartamento. Restano il periodo di accensione e i 20 gradi.
Che sia per le ore del decreto o per il programma del cronotermostato, di notte il riscaldamento di solito è spento o basso, e la casa si raffredda, il muro esterno per primo. La mattina presto, dopo una notte senza riscaldamento e con la porta della camera chiusa, il retro dell'armadio è tra i punti più freddi della stanza, e l'aria intorno ha raccolto il vapore di tutta la notte.
Muro, armadio o vestiti: tre casi, tre cause
Prima di pulire, svuota l'armadio e guarda dove sono le macchie. Puntini neri, grigi o verdi e un odore di cantina sono muffa; il punto in cui compaiono ti dice da dove arriva.
- Sul muro dietro l'armadio, o sul fondo dell'armadio a muro: è condensa sulla parete esterna. Spesso parte dagli angoli e dal basso, vicino al pavimento, e torna ogni inverno sullo stesso muro.
- Dentro l'armadio, ma non sul muro. Se le macchie sono sul pannello di fondo, la superficie fredda è proprio quel pannello: tocca il muro esterno e ne prende il freddo, e il muro dietro resta pulito perché è coperto. Se invece sono sparse sui ripiani e sui capi al centro, l'umidità viene da dentro: vestiti riposti ancora umidi o caldi di ferro da stiro, un cappotto bagnato chiuso subito, un armadio così pieno che l'aria non si muove.
- Solo su alcuni capi. Guarda quali sono. Il cappotto messo via dopo la pioggia, le scarpe in fondo, la borsa appoggiata alla parete, i capi nell'angolo verso il muro: quello che hanno in comune ti dice la causa.

Come pulire l'armadio e il muro senza spargere la muffa
- Svuota tutto e porta i vestiti in un'altra stanza o sul balcone, tenendo da una parte quelli con macchie e dall'altra quelli che hanno solo preso odore.
- Apri la finestra e metti guanti e occhiali: l'ISS li indica per pulire la muffa, e indica come più a rischio asmatici, allergici, chi ha problemi respiratori e chi ha le difese immunitarie basse. Se è il tuo caso, fai pulire a qualcun altro.
- Sul muro, Altroconsumo suggerisce acqua e aceto bianco: lasci agire una ventina di minuti, strofini piano e asciughi. In alternativa, un prodotto antimuffa sciolto in acqua, dato a pennello.
- Per l'interno dell'armadio Altroconsumo non chiede disinfettanti: basta uno sgrassatore, o acqua e bicarbonato, su ripiani, pannello di fondo, sotto e dietro. Poi il legno deve asciugare bene.
- Lascia l'armadio vuoto con le ante aperte finché legno e muro sono asciutti del tutto. Se è un armadio libero, tienilo staccato dal muro almeno per quel giorno.
Non mescolare mai prodotti diversi: l'ISS ricorda che candeggina e ammoniaca insieme producono vapori tossici.
Se la macchia sul muro torna ogni inverno nello stesso punto, pulire non basta: è la parete a restare troppo fredda, e va fatta vedere a un tecnico. Il Ministero della Salute, nell'opuscolo Umidità e muffe, mette al primo posto tra le misure muri esterni isolati e ben ventilati.
Vestiti con la muffa: cosa si lava, cosa va in tintoria
Prima di tutto spazzola i capi all'aperto, sul balcone o alla finestra, così le spore non restano in casa. Poi dipende dal tessuto:
- Capi colorati: inumidisci le macchie, strofinale con un panetto di sapone e fai asciugare al sole o, d'inverno, vicino alla finestra più soleggiata. Se la macchia resiste, Altroconsumo suggerisce una pasta di acqua e bicarbonato. Poi in lavatrice, come dice l'etichetta.
- Bianchi, jeans, felpe, t-shirt e sintetici: in lavatrice alla temperatura più alta che l'etichetta permette.
- Lana, cappotti, giacche e tutto quello che non si lava in casa: per i tessuti non lavabili Altroconsumo indica di spazzolare via le spore, spruzzare un antimuffa per eliminare quelle rimaste e, in qualche caso, il lavaggio a secco. Un cappotto con la muffa va in tintoria, e conviene dire cos'è. I maglioni che l'etichetta lascia lavare si lavano a mano o con il programma lana.
- Piumini: si lavano come per un piumino in lavatrice, e devono asciugare fino all'imbottitura.
- Scarpe e borse di pelle: spazzola all'aperto con una spazzola morbida, passa un panno appena umido e lasciale asciugare lontano dal termosifone. Se l'alone resta, portale da chi pulisce la pelle.
- Abiti di valore, seta antica, capi di famiglia: per i tessuti pregiati Altroconsumo consiglia di chiedere a un restauratore.
Qualunque capo, prima di tornare nell'armadio, deve essere asciutto del tutto, anche nelle cuciture, nel colletto e nelle tasche.

Perché non torni a gennaio: spazio, aria e umidità sotto controllo
Stacca l'armadio dal muro. Altroconsumo consiglia di distanziare i mobili dalla parete quel tanto che basta perché l'aria giri; se puoi scegliere, mettilo su una parete interna, non su quella che dà fuori. Nell'armadio a muro, che non si sposta, lascia i capi a qualche centimetro dal fondo, togli scatole e borse appoggiate alla parete e tieni le ante aperte qualche ora: Altroconsumo consiglia di arieggiare l'armadio almeno una volta a settimana, e d'inverno, su un muro esterno, conviene farlo più spesso.
Non aggiungere vapore alla camera. Altroconsumo sconsiglia di stendere e stirare in camera da letto, e di riporre i vestiti stirati prima che si siano raffreddati. Il cappotto bagnato asciuga su una gruccia in corridoio, non chiuso nell'armadio.
Misura l'umidità con un igrometro, nella stanza e per qualche giorno anche dentro l'armadio. Il Ministero della Salute, nello stesso opuscolo, consiglia di tenere l'umidità in casa sotto il 50%; secondo Altroconsumo sopra il 70% la muffa prolifera facilmente. Se resta alta, apri le finestre per brevi periodi almeno due o tre volte al giorno, come suggerisce l'ISS, e valuta un deumidificatore nella stanza. Sale grosso, bicarbonato e sacchetti assorbiumidità tolgono un po' di umidità e di odore all'aria chiusa nell'armadio, ma non scaldano il muro: se la causa è la parete fredda, da soli non bastano.
Infine, meno capi. Un armadio pieno fino all'ultima gruccia non lascia girare l'aria, e i capi schiacciati contro il fondo sono i primi a macchiarsi. Per scegliere cosa togliere, se in gussy segni cosa metti, l'ordine Dimenticati porta in alto i capi mai indossati e subito dopo quelli non indossati da 3 mesi. Il fuori stagione va in scatole chiuse, in un posto asciutto, come spiega il cambio armadio.
Domande frequenti
Perché c'è la muffa nell'armadio ma non sul muro?
Perché la superficie fredda è il pannello di fondo, che tocca il muro esterno, oppure perché l'umidità viene da dentro: capi riposti umidi o ancora caldi di ferro, un cappotto bagnato, un armadio troppo pieno.
La muffa sui vestiti è pericolosa?
Per l'ISS i sintomi comuni sono naso chiuso, irritazione di occhi o pelle e affanno; i più a rischio sono asmatici, allergici, chi ha problemi respiratori e gli immunodepressi, e con sintomi conviene sentire il medico.
Come togliere la muffa dai vestiti in lavatrice?
Spazzola via le spore all'aperto, tratta le macchie dei colorati con un panetto di sapone e lava alla temperatura più alta che l'etichetta permette. Fai asciugare del tutto prima di riporre.
Come togliere la puzza di muffa dall'armadio?
Svuotalo, pulisci l'interno con uno sgrassatore o acqua e bicarbonato e lascialo asciugare con le ante aperte; rilava i capi che hanno preso odore. Se l'odore torna, cerca le macchie sul pannello di fondo o sul muro.
Si può togliere la muffa dietro l'armadio senza spostarlo?
Non bene: la parte che non vedi resta umida e la muffa ricomincia. Svuota l'armadio, spostalo, pulisci e asciuga il muro, poi rimettilo a qualche centimetro dalla parete, o su una parete interna.



