Cambio armadio: quando farlo e come conservare ogni tessuto

Metti via l'estivo quando la massima del pomeriggio resta per una settimana sotto i 20 gradi, e tira fuori cappotto e maglioni pesanti quando la minima del mattino scende sotto i 10. Con le medie di trent'anni dell'Aeronautica Militare, i due segnali arrivano a cavallo tra settembre e ottobre a Torino, nella prima metà di ottobre a Milano e Bologna, a fine ottobre a Roma e Napoli e a novembre a Cagliari; a Palermo l'estivo va via a novembre e il cappotto serve verso Natale. Prima di riporre, lava anche quello che hai messo una volta sola, fallo asciugare del tutto e chiudilo in scatole con coperchio, sacchi con la zip o custodie per abiti, secondo il tessuto.
La regola dei 20 e dei 10 gradi: quando fare il cambio armadio
Guarda le previsioni, non il calendario. Il cambio ha due segnali diversi:
- Quando la massima del pomeriggio resta per una settimana intera sotto i 20 gradi, metti via shorts, canotte, lino e sandali, e tira fuori maglioncini sottili, cardigan, trench e scarpe chiuse.
- Quando la minima del mattino comincia a scendere sotto i 10 gradi, tira fuori dalle scatole anche il cappotto, il piumino, i maglioni pesanti e gli stivali.
Tirare fuori il cappotto non vuol dire metterlo tutti i giorni: finché il pomeriggio supera i 15 gradi, un trench con un cardigan sotto fa lo stesso lavoro, come spiega la tabella da 0 a 30 gradi. Tra un segnale e l'altro l'armadio resta a metà, un po' estivo e un po' invernale, e non devi riaprire la scatola in un giorno caldo di ottobre. In primavera la regola va al contrario: il cappotto torna in scatola quando le minime restano sopra i 10 gradi, e l'estivo esce quando le massime passano i 20.

I due segnali cadono in settimane diverse in ogni città, e a volte in ordine inverso. Nell'elenco la massima è la media delle temperature massime del mese e la minima la media delle minime, dalle tabelle 1971-2000 dell'Atlante climatico dell'Aeronautica Militare riportate nelle schede delle stazioni su Wikipedia. Le date si leggono tra un mese e l'altro: se la massima media è 24,4 gradi a settembre e 17,8 a ottobre, i 20 gradi arrivano a inizio ottobre.
- Bolzano (San Giacomo): qui l'ordine si inverte. La minima scende da 11,6 gradi a settembre a 6,2 a ottobre e la massima da 24,3 a 17,9, quindi il cappotto esce a fine settembre e l'estivo va via a inizio ottobre. Per una decina di giorni la mattina vuole il cappotto e il pomeriggio una maglia leggera.
- Torino (Caselle): massima da 23,0 a settembre a 17,3 a ottobre, minima da 12,7 a 7,4. I due segnali arrivano insieme, a cavallo tra settembre e ottobre, e il cambio si fa in un fine settimana solo.
- Milano (Linate): massima da 24,4 a settembre a 17,8 a ottobre, minima da 14,0 a 9,0. Estivo via e cappotto fuori nella prima metà di ottobre.
- Venezia (Tessera): massima da 23,5 a settembre a 18,0 a ottobre, minima da 14,3 a 9,6. L'estivo va via a inizio ottobre, il cappotto esce verso metà mese.
- Genova (Sestri Ponente): la massima è di 20,0 gradi esatti a ottobre e di 15,1 a novembre, la minima passa da 13,8 a 9,2. L'estivo va via a metà ottobre e il cappotto a inizio novembre: in mezzo, più di tre settimane di trench e maglioncini.
- Bologna (Borgo Panigale): massima da 25,4 a settembre a 18,6 a ottobre, minima da 10,1 a ottobre a 4,3 a novembre. L'estivo va via a inizio ottobre, il cappotto esce a metà mese.
- Firenze (Peretola): massima da 20,9 a ottobre a 14,7 a novembre, minima da 10,1 a 5,1. Tutto a metà ottobre, con il cappotto qualche giorno prima che l'ultimo vestito estivo vada in scatola.
- Roma (Ciampino): massima da 21,4 a ottobre a 15,9 a novembre, minima da 11,3 a 6,9. Tutti e due i segnali cadono nell'ultima decade di ottobre.
- Napoli (Capodichino): massima da 22,1 a ottobre a 17,1 a novembre, minima da 12,1 a 7,8. Tutto a fine ottobre.
- Bari (Palese): massima da 21,5 a ottobre a 16,8 a novembre, minima da 12,6 a 8,6. L'estivo va via a fine ottobre, il cappotto esce a inizio novembre.
- Cagliari (Elmas): massima da 23,1 a ottobre a 18,3 a novembre, minima da 13,7 a 9,3. Tutti e due i segnali cadono nella prima metà di novembre.
- Palermo (Boccadifalco): massima da 23,5 a ottobre a 19,0 a novembre, ma la minima resta sopra i 10 gradi anche a dicembre (10,2) e scende a 8,9 solo a gennaio. L'estivo va via a inizio novembre, il cappotto esce verso Natale: in mezzo, sei settimane di trench e giacca di pelle.
In primavera, nelle stesse città, l'estivo torna fuori tra fine aprile e la prima metà di maggio. Il cappotto va via a fine marzo a Palermo, a inizio aprile a Genova, a fine aprile a Napoli, Bari e Cagliari, tra fine aprile e inizio maggio a Venezia, Bologna, Roma, Firenze e Milano, e a metà maggio a Torino e Bolzano.
Sono medie di trent'anni, e un anno preciso può andare più caldo o più freddo. Per decidere guarda la previsione dei prossimi sette giorni: se nessuna massima supera i 20 gradi, l'estivo può andare in scatola.
Prima di riporre: lava anche quello che hai messo una volta sola
Tutto quello che entra in una scatola ci resta fino alla prossima estate, quindi prima di lavarlo decidi se conservarlo. Lascia fuori quello che si usa tutto l'anno, come t-shirt, camicie leggere, jeans e maglie sottili, che d'inverno vanno sotto il maglione. A ogni capo che quest'estate non hai mai messo fai una domanda sola: perché? Se ti stringe o ti fa sudare, va nella borsa delle donazioni. Se non sta bene con niente, segnati il colore o il taglio, così non lo ricompri. Se non c'è stata l'occasione, riponilo in cima alla scatola: in primavera sarà la prima cosa che vedi, e se passa un'altra estate senza che tu lo metta, va via anche lui.
Ricordare a memoria cosa non hai messo è difficile. Se in gussy segni cosa indossi, ordina l'armadio per Dimenticati: in cima ci sono i capi mai indossati e quelli non indossati da 3 mesi, cioè quello che quest'estate non hai toccato. Per riordinare il resto dell'armadio, le quattro pile sono in come organizzare l'armadio.
Poi lava, secondo l'etichetta, tutto quello che hai indossato, anche una volta sola. Un capo che sembra pulito può non esserlo per le tarme: Altroconsumo spiega che basta un piccolo residuo di sudore in un capo messo una volta per attirarle, e considera la pulizia dei capi a ogni cambio di stagione l'arma più efficace per tenerle a bada. I capi che non hai mai messo non serve lavarli: spazzolali e lasciali qualche ora all'aria aperta, con le tasche vuote.
Qualunque cosa riponi deve essere asciutta del tutto, anche nelle cuciture, nei colletti e nelle tasche. L'umidità chiusa in una scatola fa muffa e odore di chiuso, e secondo Altroconsumo attira le tarme: se stiri prima di riporre, lascia raffreddare i capi prima di chiuderli.
Sistema anche la cucitura aperta, il bottone che manca o la zip che si incastra. Un capo che entra in scatola da riparare ne esce uguale, e resta fermo un'altra stagione.
Come conservare ogni tessuto, sottovuoto compreso
Il fuori stagione va in contenitori chiusi, che secondo Altroconsumo lo proteggono da tarme, polvere e luce. Cosa usare, e se piegare o appendere, dipende dal tessuto:
| Capo | Prima di riporlo | Come riporlo | Sottovuoto |
|---|---|---|---|
| T-shirt, camicie e vestiti di cotone | Lavali e falli asciugare del tutto; guarda colletto e ascelle | Piegati, in una scatola con coperchio o in un sacco con la zip | Sì |
| Camicie e pantaloni di lino | Lavali e falli asciugare del tutto | Piegati morbidi o arrotolati, in una scatola | Meglio di no: lascia pieghe profonde |
| Jeans e shorts | Lavali | Piegati, in una scatola o in un sacco | Sì |
| Camicie e vestiti di seta | A mano o in tintoria, come dice l'etichetta | In un sacchetto chiuso, o appesi in una custodia di tessuto | No |
| Sandali e scarpe estive | Pulisci la suola e fai sistemare quella consumata | Nella loro scatola pulita, con carta di giornale dentro | No |
| Maglioni di lana e cashmere | A mano o con il programma lana, poi asciugatura in piano | Piegati, mai appesi, in una scatola chiusa | Per Haier no, mai in buste di plastica; C&A lo propone per i pullover, ma non per merino e cashmere |
| Cappotti di lana | In tintoria o lavati come dice l'etichetta; svuota le tasche | Appesi a una gruccia larga, in una custodia per abiti, non quella di plastica della tintoria | No: schiaccia spalle e revers |
| Piumini | Lavali come dice l'etichetta e falli asciugare fino all'imbottitura | Appesi o piegati morbidi, in una sacca grande di cotone | Vedi sotto |
| Giacche e stivali di pelle | Passa un panno umido; lucida gli stivali | La giacca appesa in una custodia di tessuto; negli stivali carta di giornale e un cilindro di cartone | No |
Le righe invernali ti servono in primavera, quando metti via lana, piumini e cappotti.
Il sottovuoto è quello che fa più spazio, ma schiaccia il tessuto e lo stropiccia, e dentro l'umidità non ha da dove uscire: entra solo quello che è asciutto del tutto. Va bene per cotone, jeans e sintetici. Per la lana meglio di no: Haier consiglia di non riporre i maglioni in buste di plastica. Se escono stropicciati dall'armadio, lo stesso Haier suggerisce di appenderli un quarto d'ora in bagno, nel vapore della doccia, per far sparire le pieghe. I cappotti, invece, vanno appesi: il sottovuoto ne schiaccia la forma.
Sulla piuma le fonti non sono d'accordo. Altroconsumo consiglia di mettere piumoni non sintetici e coperte di lana in contenitori sigillati, meglio sottovuoto, perché così le eventuali larve non sopravvivono. Il Trapuntificio Follina, che le trapunte le fa, sconsiglia invece il sottovuoto per la piuma d'oca, che deve traspirare, e consiglia un sacco di cotone. Per un piumino pulito, in una casa dove le tarme non si sono mai viste, la sacca di cotone chiusa basta; se le hai già avute, il sottovuoto protegge di più.

Dove riporli: in alto o sotto il letto, mai in cantina
Le scatole vanno in un posto asciutto che non ti serve ogni giorno: il ripiano più alto dell'armadio, sopra l'armadio, sotto il letto. Evita cantine e soffitte. Altroconsumo le indica come zone buie dove le tarme trovano l'ambiente ideale, e una cantina umida porta anche muffa e odore di chiuso.
Prima di riempire l'armadio con l'invernale, svuotalo e puliscilo, soprattutto negli angoli: Altroconsumo suggerisce uno sgrassatore, o acqua e bicarbonato, e di farlo asciugare bene prima di rimettere i vestiti. Durante l'anno lascia le ante aperte per qualche ora almeno una volta a settimana.
Le tarme dei vestiti, o meglio le loro larve, mangiano soprattutto le fibre animali: lana, seta, cashmere, angora e pellicce. Quando non trovano quelle, passano al cotone e alle altre fibre vegetali o miste. Per questo la seta è il capo estivo più a rischio, e Altroconsumo consiglia di lavarla e di riporla in sacchetti sigillati.
Serve un antitarme? Se i capi sono puliti e i contenitori chiusi, per Altroconsumo no. Lavanda, cedro e oli essenziali hanno un odore che agli insetti non piace e lasciano un buon profumo, ma la loro efficacia non è abbastanza documentata e possono contenere profumi che danno allergia. Gli insetticidi servono solo se le tarme ci sono già: devono riportare la scritta presidio medico chirurgico, e la permetrina, uno dei principi attivi più diffusi, è letale per i gatti.
La naftalina non è più un'opzione. Altroconsumo ricorda che i prodotti a base di naftalina non si vendono più da anni ma sono ancora in molte case, e che è letale se ingerita e tossica se la respiri o la tocchi: meglio non usarla, soprattutto con bambini e animali in casa.
Quando tiri fuori l'invernale: buchi, macchie, muffa, taglia
Prima di rimetterlo nell'armadio, lascia all'aria per qualche ora tutto quello che esce dalle scatole: l'odore di chiuso spesso se ne va così. Poi controlla ogni capo:
- Buchi. Su lana e cashmere cerca piccoli buchi irregolari, il segno che le larve si stanno nutrendo. Se li trovi, intervieni subito, perché secondo Altroconsumo l'infestazione va avanti in fretta: lava tutto quello che era nella stessa scatola e pulisci scatola e ripiano. Sempre secondo Altroconsumo, un lavaggio a 30-40 gradi non basta a uccidere tarme e uova: servono più di 60 gradi, che non tutti i capi sopportano, e per quelli c'è il vapore del ferro da stiro, se l'etichetta lo permette.
- Macchie. Una macchia che non avevi visto può uscire adesso, ingiallita, soprattutto su colletto, polsini e ascelle. Rilava il capo prima di rimetterlo nell'armadio.
- Muffa. Puntini bianchi o grigi e un odore forte di umido vogliono dire che nella scatola c'era umidità. Lava il capo, fallo asciugare del tutto e trova un altro posto per quella scatola.
- Taglia. Prova ogni capo una volta. Quello che non ti sta più, è pieno di pallini o ha la zip rotta va dalla sarta o nella borsa delle donazioni. Guarda anche suole e cuciture degli stivali.
Nell'armadio invernale, quello che metti di più va tra l'altezza degli occhi e i fianchi, con il cappotto vicino all'anta: la divisione per zone è in come organizzare l'armadio. I maglioni restano piegati, in pile basse. Un blocchetto di cedro tra una pila e l'altra profuma, ma contro le tarme conta di più la lana pulita.

Domande frequenti
Quando fare il cambio armadio in autunno?
Quando la massima resta per una settimana sotto i 20 gradi. Con le medie 1971-2000 succede a fine settembre a Torino, a inizio ottobre a Milano, a fine ottobre a Roma e Napoli e a novembre a Palermo.
Quando fare il cambio armadio in primavera?
Al contrario dell'autunno: il cappotto va via quando le minime restano sopra i 10 gradi, l'estivo esce quando le massime passano i 20. Quasi ovunque tra fine aprile e metà maggio; a Palermo il cappotto va via a fine marzo.
Come conservare i maglioni di lana?
Lavati secondo l'etichetta e asciutti del tutto, piegati e mai appesi, in una scatola chiusa: Haier sconsiglia le buste di plastica per la lana. Tienili lontano da cantine e soffitte, dove secondo Altroconsumo le tarme trovano l'ambiente ideale.
I sacchi sottovuoto rovinano i vestiti?
Cotone, jeans e sintetici no, se entrano asciutti del tutto. Sul lino lasciano pieghe profonde e ai cappotti schiacciano la forma; per la lana Haier dice mai in plastica, mentre C&A li accetta per i pullover ma non per merino e cashmere.
Si possono conservare i vestiti in cantina?
Meglio di no. Altroconsumo sconsiglia cantine e soffitte, zone buie dove le tarme stanno bene, e l'umidità porta muffa e odore di chiuso. Se non hai un altro posto, usa scatole con coperchio e riponi solo capi asciutti del tutto.
Come conservare i vestiti per evitare la muffa?
Riponi solo capi asciutti del tutto, lascia raffreddare quelli appena stirati e chiudili in contenitori puliti, lontano da muri umidi e cantine. Durante l'anno lascia l'armadio aperto qualche ora ogni settimana, così prende aria.



